King Hannah

14 novembre – Ore 18.00
Teatro Regio – Parma

Tutto inizia in un locale di Liverpool dove due giovani camerieri scoprono di conoscersi già.

Craig infatti, come nella sceneggiatura di un film, quando viene assunto nota immediatamente Hannah che in quel locale ci lavora già da un po’.

In realtà al ragazzo era rimasto impresso il volto magrissimo di quella tipa che qualche tempo prima aveva visto durante un concerto di band universitarie. Ne era rimasto folgorato.

Il destino spesso gioca un ruolo fondamentale nelle vite degli individui a patto che se ne sappiano cogliere i segni, così Craig palesa ad Hannah il suo apprezzamento per quella esibizione.

Scoprono di avere gusti musicali affini e, dopo essere diventati ottimi amici, decidono che è arrivato il momento di mettere su un progetto comune.

Nel 2019 pubblicano Crème Brûlée, singolo crepuscolare farcito di chitarre elettriche decise.

Il brano si fa notare e dopo il primo EP firmano un contratto con un etichetta berlinese che gli programma delle esibizioni nella capitale tedesca.

Il loro sodalizio ha come punto di partenza la comune ammirazione per Nebraska di Springsteen.

Non è un caso che le sfocature sonore e le ambientazioni rarefatte dei loro brani ricordino in più passaggi l’album del Boss.

Del resto la cover di State Trooper, nella sensuale interpretazione al femminile, è l’ennesima pietra angolare della loro ascesa.

I’m Not Sorry, album di debutto, arriva nel 2022 e i King Hannah vengono subito catapultati in un tour statunitense che riscuote un immenso successo.

A distanza di due anni esce Big Swimmer, album imperniato sui loro viaggi e sui numerosi palchi condivisi con artisti come Kurt Vile e Thurston Moore in giro nei festival di mezzo mondo.

Nella tracklist compare anche Sharon Van Etten in due brani.

I King Hannah sono una punta di diamante nel panorama inglese contemporaneo e i loro live sono curatissimi nel suono e nell’approccio strumentale.

Derivativi degli anni Novanta fondono al meglio le esperienze musicali U.S.A. a quelle di stampo inglese.

I loro testi raccontano del quotidiano, un continuo barcamenarsi tra rimpianti e inadeguatezza.

La timidezza del pensiero trova espressione nella prepotenza delle sonorità.